lunedì 27 agosto 2012

Un nuovo viaggio insieme


Oggi vi parlo di un altro matrimonio di questa stagione che mi ha dato molte soddisfazioni.

S e A si sono conosciuti giovanissimi e da giovanissimi hanno iniziato a viaggiare insieme. E nossignori non parlo di villaggi ed escursioni organizzati, questa è una coppia di veri e propri esploratori: sono due ragazzi a cui piace conoscere a fondo il mondo in cui vivono, a cui piace documentarsi, leggere e capire altre culture e modi di vivere diversi dal nostro.

Per questi due ragazzi il tema da sviluppare per il Loro Giorno non poteva che essere uno: il viaggio.

A partire dallo studio del loro logo, che inseriva nomi e data all’interno di una rosa dei venti, e della partecipazione, che ricordava nella grafica e nella cartotecnica il classico biglietto di un aereo.


Per poi arrivare all’allestimento, con una serie di dettagli e soluzioni coordinate al tema.
Al centro della zona buffet, è stato allestito il tavolo delle escort cards, che in questo caso erano tante piccole bussole ognuna con il nome dell’ospite e l’indicazione del tavolo a cui era assegnato (le bussole sono poi rimaste agli invitati in ricordo della giornata).
Vecchie valigie in pelle e aereoplanini sospesi sono solo alcuni dei tanti dettagli utilizzati per esplicitare il tema.

Per i centrotavola sono stati confezionati dei dischi rivestiti con mappe geografiche e stradali, e su questi, sono state disposte delle guide turistiche, dei piccoli aereoplanini in carta anch’essi ottenuti da carte geografiche, alcuni vasi di succulente e un piccolo tag come quello che accompagna i bagagli di viaggio e che aveva l’obiettivo di identificare il tavolo per l’assegnazione degli ospiti (i tavoli erano contrassegnati dalle sigle a tre caratteri che identificano gli aeroporti internazionali).
E non si poteva cenare poi che sotto un tetto di stelle. Impeccabile la cucina di Massimo e molto bella la presentazione del buffet.


Perfino l’accompagnamento musicale durante la cerimonia è stato appositamente studiato raccogliendo alcuni fra i brani più celebri di altri paesi e culture: la sposa è entrata sulle note de La vie en rose mentre, Sakamoto ha accompagnato lo scambio degli anelli e nel corso della cerimonia sono stati eseguiti pezzi dal repertorio francese, arabo, spagnolo, inglese e ovviamente, italiano. Ringrazio Massimiliano per bellissima atmosfera che è riuscito a creare.


Per la decorazione floreale abbiamo utilizzato una grande varietà di succulente abbinate a fiori di ornitogallo. Un risultato originale, di grande eleganza e con un che’ di “esotico” e straniero (bravissima Martina! Ottimo lavoro! il bouquet era a-do-ra-bi-le!).


Le composizioni utilizzavano per lo più piante in vaso o con radici che gli sposi hanno potuto trapiantare a posteriori nel giardino di casa per avere sempre vivo davanti ai loro occhi il ricordo del Loro Giorno.
Il giorno in cui hanno cominciato un nuovo viaggio e una nuova avventura insieme.

Con tutto il cuore, buon viaggio cari sposi!


Photo by Franco Borrelli.
E per chi volesse vedere una gallery piu’ completa la trovate qui.


lunedì 13 agosto 2012

Un menù d’autore


Eleonora e Fulvio non sono solo una bellissima coppia, ma sono anche due bellissime persone. 
Fin dal nostro primo incontro, mi è sembrato fosse “scoccata” una scintilla, ho avuto la sensazione di capirli e di capire quello che avevano in mente.

Fin da subito abbiamo convenuto che il trattamento giusto sarebbe dovuto essere “shabby chic”, con una predominanza di bianco, tinte e fibre naturali, con un sapore un poco vintage ma non troppo.
La definizione del concept, del tema da sviluppare, ha invece richiesto qualche riflessione in più.

I miei criceti hanno girato come pazzi per un paio di giorni intorno alla loro grande passione verso la cucina e intorno ai loro molteplici interessi.
E apro una parentesi, dopo aver avuto il piacere di mangiare da loro posso affermare con certezza che la loro passione per la cucina va sicuramente oltre il semplice piacere di cucinare e di mangiare che molti di noi condividiamo: è un’attenzione all’ingrediente, alla presentazione del piatto, all’abbinamento, con la sensibilità di un grande chef e la convivialità del miglior amico.

Ciò che i miei criceti hanno partorito è stata l’idea che siamo poi riusciti ad alimentare e implementare nel corso dei mesi che sono seguiti: il cibo d’autore.

Il cibo inteso in senso più ampio, non mera fonte di sostentamento, ma cibo come cura dell’anima. Cibo per ingelosire, cibo per conquistare, cibo per rasserenare, cucina non solo luogo dove preparare e consumare, ma anche dove incontrare, divertire, sedurre, consolare. Con queste accezioni dei termini, cibo e cucina sono stati trattati e interpretati da moltissimi autori di romanzi e di film.
E noi abbiamo voluto approfondire questa ricerca.
Eleonora e Fulvio hanno offerto ai loro ospiti un menù d’autore, con piatti e ricette tratte o ispirate da cinema e letteratura.
E’ stato un lavorone. Ma ne è valsa la pena.

Stefano Benni, Isabel Allende, Martin Scorzese, Nora Ephron, Andrea Camilleri, Laura Esquival sono solo alcuni fra gli autori che ci hanno offerto delle bellissime descrizioni, situazioni e suggestioni legate al cibo e alla cucina.

Vi racconto dieci chicche  (e non sono tutte ;-)!!) di questo matrimonio. Se volete vederne altre andate a vedere una gallery piu' completa qui.

Chicca numero uno. Il menù-ricettario.
Per ogni ospite abbiamo preparato un menù-ricettario che riportava, per ogni piatto che sarebbe stato servito a tavola, anche il brano del romanzo, o la descrizione della scena del film dove lo specifico piatto veniva servito o preparato. E per ogni piatto, con la preziosa collaborazione del catering che abbiamo poi selezionato, era anche fornita l’esatta ricetta, per poterlo poi cucinare a casa e servire alle persone che più amiamo. 
Il menù è stato stampato con un’elegante soluzione cartotecnica con copertina rigida in stoffa, chiusura con nastro in raso e logo su carta applicato al centro. Reso così prezioso per essere conservato dall’ospite, fra i suoi libri e i suoi ricettari.
Nel contesto della giornata, ha svolto anche il ruolo di escort card (su ognuno, un piccolo tag mollettato con nome dell’ospite  e posto a lui assegnato)

photo by Ivana Porta

Chicca numero due. La partecipazione.
Anche la partecipazione di Eleonora e Fulvio è stata studiata in modo coordinato e sul tema e conteneva brani o battute prese in prestito a noti autori per raccontare della loro visione del cibo e dei loro concetti di ospitalità e condivisione. Prima e ultima pagina foderate esternamente in stoffa, rilegatura singer, carta traslucida in accostamento a marcata color avorio.

Photo by That Day


Chicca numero tre. Il video.
 La loro storia e il loro modo di vivere cibo e cucina sono diventati un video di quattro minuti, girato un paio di mesi prima del matrimonio e proiettato al termine del pranzo (anticipato da un breve teaser di 30 secondi pubblicato sul loro sito web).
Girare questo video con gli sposi e con il team di produzione è stato divertentissimo. E personalmente trovo il risultato strepitoso: creativo, denso di emozione e di dettagli.
Nella prima parte del video la loro storia, nella seconda la colazione di una domenica mattina e la preparazione di una confettura di fragole e cioccolato.



Chicca numero quattro. La performance teatrale.
La proiezione del video è stata inserita in un più ampio contesto di performance teatrale, con l’intervento di sette artisti e uno studio ad hoc della sceneggiatura. Uno chef eccentrico che confonde arte e cucina, persone e ingredienti, insieme alla “Signora” e al suo Silvano hanno accolto e interagito con gli ospiti trasportandoli nel loro mondo di sogni e di follie.
Photo by Ivana Porta

Chicca numero cinque. La confettura.
La confettura che Fulvio ed Eleonora preparano nel video è stata realmente da loro preparata per i loro ospiti. A ognuno di loro infatti, è stato dato in dono al termine della festa un barattolo in vetro contenente la confettura confezionato, neanche a dirlo, con stoffa coordinata alle partecipazioni e ai menù, ed etichetta vintage calligrafata.
Photo by Ivana Porta

Chicca numero sei. Il catering.
Il catering ha superato se’ stesso nelle presentazioni con arbarelle in vetro e alzatine in ceramica, e nelle decorazioni e presentazioni dei piatti a tavola (di cui dava descrizione nel menù/ricettario). A enfatizzare cucina e preparazione, ha proposto un’isola della mozzarella con casaro che lavorava a vista davanti all’ospite, e le isole del sushi e dei fritti anch’esse con preparazione a vista. E a conclusione una golosa fontana di cioccolato. E per i “tiratardi”, un simpatico happy hour serale con hot dog e hamburgers.

Photo by Ivana Porta

Chicca numero sette. Il tavolo.
Dopo il buffet di benvenuto, il pranzo placee è stato servito ai 140 ospiti su di un unico tavolo rettangolare ospitato nella lunghissima (40 metri) sala del tinaggio della struttura che abbiamo selezionato. L’allestimento è stato curato in modo particolare, con un runner confezionato appositamente in lino color corda (lo stesso utilizzato per confezionare le marmellate), una composizione floreale di gipsofila e lisiantus sviluppata su tutta la lunghezza del tavolo, e una singolare e suggestiva decorazione in sospensione.
Su ogni piatto poi, una mela verde spillata con il numero assegnato al posto.
Photo by Ivana Porta


Chicca numero otto. La location.
Il luogo che abbiamo scelto per il ricevimento (il Castello di San Sebastiano Po) ha un fascino del tutto particolare. Non ha l’austerità e rigidità di un castello, ma ne ha invece l’ampiezza e l’articolazione degli spazi che lo rendono vario e versatile. La sua bellezza a tratti trascurata affascina come quella di una bella donna senza trucco. Le sue serre sono qualcosa di unico.

Photo by Ivana Porta

Chicca numero nove. La celebrazione.
Eleonora e Fulvio hanno celebrato il loro matrimonio nella suggestiva cornice di Palazzo Graneri della Roccia, in pieno centro a Torino. Il magnifico palazzo del XVI secolo dal 1860 è sede del Circolo degli Artisti (e ora del Circolo dei Lettori), e ha ospitato le esecuzioni e rappresentazioni dei più famosi musicisti e artisti italiani di quei secoli.
Bellissimo il pianoforte a coda disponibile presso la struttura che per l’occasione è stato suonato dalle abili mani di Sergio De Gennaro accompagnato al violino nell’esecuzione di un repertorio ad hoc preparato appositamente per la cerimonia di Eleonora e Fulvio.

Photo by Ivana Porta

Chicca numero dieci. Il guest book.
Non un libro ne’ la classica raccolta dei biglietti. Ma il disegno di un albero stampato su tela in grande formato dove gli ospiti hanno potuto imprimere la loro foglia-impronta. Il quadro è rimasto agli sposi in ricordo di quel giorno e della partecipazione di tutti i loro amici e famigliari.
Photo by Ivana Porta e That Day

Ed ecco un breve montaggio che racconta la poesia e l’atmosfera di quel giorno.



Cari sposi, sono certa che la vostra ricetta sia quella giusta!

E grazie a tutti i collaboratori e fornitori che hanno contribuito a questo risultato!

M.

lunedì 30 luglio 2012

Un matrimonio FLUO

Sono talmente tante le cose da raccontarvi che non so da dove iniziare. Dopo un giugno luglio da cardiopalma finalmente mi dedico un po' al blog.


Comincio con il raccontarvi di un progetto che mi ha molto divertito. Marco e Giorgia sono due ragazzi adorabili.
Lui, ex giocatore di football americano, lei bella, dolce e timida ragazza alta e bionda con la stessa passione di Carrie Bradshow per shopping e scarpe. Entrambe technology addicted, amano lo stile e il design contemporaneo e desideravano un matrimonio fuori dai soliti schemi.


Proprio a loro pensavo quando, nel ormai lontano settembre 2011, pubblicavo questo post. Erano la coppia giusta a cui proporre questo moodboard che suggeriva come i colori NEON potessero risultare un ottimo fil rouge per un evento colorato, vibrante, carico di energia, un po' irriverente ma soprattutto molto, molto divertente. Giorgia era entusiasta della proposta e nei mesi che seguirono il neon l'ha "pervasa";-) e a ogni incontro mi mostrava un nuovo accessorio fluo a cui non aveva saputo resistere.


Il divertimento per loro e' iniziato mesi prima del matrimonio. L'idea che ho loro proposto e' stata quella di inserire all'interno delle partecipazioni un DVD contenente un video che raccontasse di loro e comunicasse in modo originale e divertente la data del loro matrimonio. Un incontro di brainstorming con la "casa di produzione", uno storybord, la scelta del soundtrack, lo ricerca degli accessori e due giorni di riprese spassosissimi (anche per noi) il cui risultato e' stato questo:



Il video e' stato girato a casa loro. Negli spazi e fra gli oggetti che piu' li rappresentano. La scelta di utilizzare i due "pupazzi" (che per certi versi un po' li rappresentano) come protagonisti del video e' stata anche dettata dal fatto che Giorgia e' una ragazza piuttosto timida e non ama essere fotografata o ripresa.
"Zack no neck", il protagonista del video, e' un regalo di un caro amico a cui lo sposo e' molto affezionato (Marco indossava proprio il numero 54 quando ancora giocava a football), mentre Barbie Occhi Belli e' un regalo di Marco a Giorgia di rientro da una trasferta di lavoro. Il video e' stato realizzato con la tecnica dello Stop Motion (il video viene composto da una sequenza di scatti fotografici che rende cosi' possibile l'animazione di soggetti inanimati) con l'inserimento di qualche breve girato "normale". Bravissimi Alberto e Valeria che lo hanno girato post prodotto e montato.



Nel frattempo andava avanti lo studio del logo e dell'impostazione grafica della partecipazione e di tutti gli altri materiali stampati.

Per la partecipazione mi piaceva l'idea delle due ante battenti e del formato quadrato, che ricordava la custodia di un cd, ma per non "esagerare" visto gia' il contenuto altamente "alternativo" abbiamo nel contempo preferito mantenere una estrema pulizia grafica e un'impostazione "classica/formale" dell'annuncio e dell'invito. La facciata interna centrale, cosi' come la & del logo, sono state stampate in arancione fluo.



Bellissimo anche il lavoro svolto da Giulia, che subito ha strabuzzato gli occhi alle miei richieste, ma si e' poi lasciata coinvolgere fino in fondo nel progetto e ha realizzato delle splendide decorazioni fluo per i tavoli e il buffet.

La location (scelta per la sua modernita' e la sua originalita') e' stata allestita all'esterno con 12 gruppi Woods mentre all'interno abbiamo sostituito l'illuminazione esistente con lampadine woods con tre gruppi di rinforzo sul perimetro.
Il risultato e' stato che tutte le decorazioni/oggetti appositamente acquistati o realizzati "brillassero" nei loro colori neon reagendo ai raggi UV.

Non mi resta che mostrarvi il risultato.









Ed ecco il video ufficiale! Enjoy!



Una gallery piu' completa sul sito ufficiale qui.

Buon agosto a tutti e a presto!

domenica 3 giugno 2012

Un sito web per il vostro matrimonio

WedSimple image
Un sito web dedicato al Vostro Giorno puo' essere un'iniziativa carina per raccontare un po' di voi e della vostra storia, per pubblicare foto o video e soprattutto per fornire agli ospiti alcune informazioni utili inerenti al vostro matrimonio.
Per esempio come arrivare al luogo della celebrazione, dove parcheggiare, la
 strada suggerita per il trasferimento al luogo dove si terra' il ricevimento. Nel caso di destination wedding o comunque matrimoni "fuori porta", o per matrimoni in casa ma con ospiti che arrivano da fuori, puo' esser utile dare suggerimenti su dove alloggiare, cosa fare nell'eventuale tempo libero a disposizione, dove andare a mangiare, dove far stirare i propri vestiti che qualora trasportati in valigia possono essersi stropicciati, le signore possono essere interessate a sapere dove fare una piega o un'acconciatura, e molto altro ancora.
Un'altra informazione utile che puo' essere inserita sono i dettagli relativi alla lista nozze. MAI dico MAI dovrebbe essere inserito il biglietto da visita dell'agenzia viaggi e/o del negozio dove avete fatto la lista nozze all'interno della partecipazione. Sono gli ospiti a doversi informare dalle rispettive famiglie degli sposi o dai loro amici piu' stretti. Ma nel caso volessimo risparmiare loro questo seppur piccolo sforzo, consiglio allora di inserire queste informazioni sul sito.

eWedding imageFar realizzare da una web agency un sito ad hoc puo' essere un po' costoso. Ma esistono tante realta' che ci offrono la possibilita' di personalizzare un loro template a titolo gratuito e usufruire di alcune applicazioni appositamente create (in alcuni siti, alcune implementazioni/personalizzazioni sono a pagamento, ma in generale sono gia' sufficientemente buone le configurazioni di base). In automatico ci verra' probabilmente assegnato un url che contiene il nome della realta' commerciale che offre il servizio, ma in alcuni casi ci viene anche permesso di registrare un dominio specifico a un costo pari a circa 20/40 euro.

Ecco di seguito alcuni dei siti che potreste valutare.
La vostra wp potra' poi aiutarvi a personalizzare il template sia a livello di grafica che di contenuti e ad analizzarli in funzione delle vostre esigenze;-)

In primis metto zank you perche' l'ho gia' utilizzato piu' volte con i miei sposi e non mi ha dato mai problemi. L'utilizzazione del servizio e' completamente gratuita, offre un buon livello di personalizzazione e al costo di 35 euro potrete facilmente registrare il vostro dominio (che non contterra' piu' zank you all'interno dell'url). Offre anche la possibilita' di realizzare liste nozze on line e utilizzare poi le somme ricevute a vostra discrezione.
http://www.zankyou.com/it


L'home page di un sito (registrato con zank you) che ho aiutato a realizzare

ma anche
http://www.ewedding.com/
http://www.weddingwindow.com
http://www.wedpagedesigns.com/
http://www.wedshare.com/

E qui trovate un sito di review che illustra per ognuno forze e debolezze, nonche' i commenti degli utilizzatori.
http://www.weddingwebsites.com/

E ricordate di inserire l'url del vostro sito all'interno delle partecipazioni!

sabato 31 marzo 2012

Chi l'ha detto che...


Per tutti quelli che pensano che la cerimonia in chiesa sia la sola ad essere emozionante e coinvolgente, vorrei sottolineare uno fra gli aspetti che possono rendere unica, partecipata e persino commovente una cerimonia civile.
La flessibilta' nella scelta del repertorio musicale di accompagnamento.
I pezzi possono realmente rappresentare gli sposi e persino coordinarsi con il tema/fil rouge del matrimonio. Sono al lavoro su tre cerimonie civili in questo momento.
 Per una, out-of-the-ordinary/moderna stiamo immaginando un repertorio pop melodico con due voci femminili accompagnate alla chitarra, con un violino ad armonizzare e in un certo senso "solennizzare" il momento.
Per una seconda coppia di sposi, instancabili e reali esploratori del mondo, ho proposto un accompagnamento di violino, contrabbasso e percussioni, con un repertorio di pezzi provenienti da altre nazioni e continenti in un'esplorazione musicale di ritmi e armonie.
Per la terza coppia, che dispone sul luogo della cerimonia di un meraviglioso pianoforte a coda, e' invece allo studio una reinterpretazione di alcuni pezzi di pop melodico eseguiti da piano e violino (anche se devo ammettere che per l'ingresso sposa ho appena caldeggiato un a mio avviso meraviglioso Moon River di Henry Mancini che invece appartiene credo al genere chiamato "jazz standard").

Audrey Hepburn, Elisa e Elton John

Nelle cerimonie religiose abbiamo molti piu' vincoli e ovviamente un impianto liturgico da seguire. Possiamo scegliere gli strumenti ed esprimere le nostre preferenze, ma dentro un panorama di scelte specifico. Solo in qualche momento, e previa concessione del celebrante, abbiamo modo di chiedere l'esecuzione di un pezzo particolare.

Senza questi limiti invece, gli sposi possono scegliere di dire "si'"sulle note del brano che li ha fatti conoscere, il primo che hanno ballato, quello che hanno ascoltato al primo risveglio insieme, o quello che gli piace cantare insieme in macchina...

Parto domani per passare la Pasqua a Londra dalla famiglia di mio marito. Per cui per me e' gia' il momento di farvi gli auguri.

Dolcissima Pasqua a tutti!

mercoledì 14 marzo 2012

Le provvigioni dai fornitori: parliamone!

Aiutooooo! Devo dire che scrivere questo post non e' stato per nulla facile. E' stato in bozza parecchio.
L'argomento e' spinoso...Innanzitutto si prende una posizione e la si dichiara (con il rischio di "inimicarsi qualche collega...poco male, non possiamo mica piacere a tutti ;-) !!
In secondo luogo e' molto complesso spiegare tutte le dinamiche che possono innescarsi e sovrapporsi nelle varie tipologie di approccio a questo lavoro. 
Ma leggendo questo articolo che ho peraltro postato su FB, non posso fare a meno di fare qualche commento. Approfondiamo la parte legata alla remunerazione di una wedding planner.
Vista la pesantezza dell'argomento, alleggerisco con qualche immagine (Fatamadrina docet).



Dritti al sodo. 
Ci sono diversi modi in cui il/la wedding planner puo' essere remunerato.

1) Alcuni wedding planners offrono al cliente il proprio servizio "for free", a zero costo. Le loro prestazioni vengono remunerate dalle provvigioni riconosciute dai fornitori. E assicurano che cio' non impatti in alcun modo sul prezzo al cliente (ovvero assicurano che non ci sia un "ricarico" sul prezzo al cliente).

Considerazione: 
-le provvigioni, per poter garantire adeguata remunerazione al planner (e con questo intendo uno stipendio medio, anche volendo assumere che fare un lavoro che piace e in proprio ha di per se' un suo valore...io stessa sono stata e sono tuttora disposta a percepire un compenso annuo inferiore a quello che percepivo quando lavoravo come dipendente), se costituiscono l'unico ingresso di una wedding planner, devono essere piuttosto alte.   

Tre scenari. Per poter riconoscere tali provvigioni i fornitori devono a mio avviso:

A) ottenere dal planner una quantita' di lavoro tale da giustificare una cosi' significativa rinuncia al loro margine a favore del planner
B) avere specifici obiettivi legati a situazioni contestuali: volonta' di promuoversi in start-up, in determinati periodi dell'anno, in determinati giorni della settimana
C) ricaricare sul prezzo finale al cliente la percentuale dovuta al planner o parte di essa


Commenti ad A) per un wedding planner indipendente, significa lavorare con un carnet fornitori precedentemente identificato e molto limitato. Piu' "agente" che wedding planner direi...
Se un wedding planner trae il suo guadagno unicamente dalle provvigioni dei fornitori, come potra' lavorare con fornitori non disposti a riconoscergli provvigioni? (che interesse avra' nel proporvi una bellissima location adattissima per il vostro evento che non riconosce provvigioni al planner? (vi assicuro che ci sono...nei periodi "hot" non hanno alcuna difficolta' a "vendersi" da sole..). O sara' invece portato a lavorare con chi gli assicura il profitto piu' alto? e come potra' lavorare con un fornitore indicato dalla coppia ? (come talvolta accade es il fioraio da cui si serve da anni, il catering che ha per anni servito cosi' bene l'azienda di famiglia etc)
Il fornitore che deve riconoscere una provvigione piuttosto alta, non sara' portato ad abbassare nel medio/lungo periodo la qualita' del suo servizio (materie prime, personale, materiali) per abbassare i suoi costi e non rinunciare a una cosi' significativa perdita del suo margine?

commenti a B) trovo piu' trasparente presentarlo come sconto al cliente finale, che se scegliera' quel servizio, lo fara' come consapevole scelta (quella di scommettere su un fornitore "giovane ma entusiasta", quella di sposarsi in un giorno infrasettimanale, o quella di sposarsi in inverno...)

commenti a C) dal momento che il cliente non ha piena visibilita' ne' consapevolezza di quanto viene "ricaricato" il suo servizio, trovo questa soluzione altamente scorretta
Inoltre i fornitori non sono mai contenti di lavorare in queste condizioni (soprattutto quando l' unica fonte di guadagno del planner e' la provvigione, significa che questa deve avere un certo peso)  perche' cosi' facendo escono sul mercato con prezzi "falsati" non pienamente rispondenti al servizio che stanno offrendo (il servizio vale 100 e come tale andrebbe giudicato mentre, per riconoscere 20 al planner, il cliente paghera' e giudichera' il servizio/fornitore sul valore dichiarato di 120).
I fornitori addirittura lamentano che spesso i ricarichi non vengono dichiarati neanche ai fornitori stessi (ovvero il planner non gli comunica di quanto verra' ricaricato il prezzo al cliente, con conseguenze disastrose nelle relazioni del team e con il cliente, e con il rischio che questo costo venga "gonfiato" oltre misura portando il fornitore a uscire sul mercato con un bassissimo rapporto qualita'/prezzo addirittura a sua insaputa!). 
Ho interrogato il responsabile di un servizio catering qualche giorno fa. La sua piu' brutta esperienza con un planner: costo ricaricato del 21% a sua insaputa (scoperto a posteriori). Lavoro perso e ricordo lasciato al cliente (con possibile diffusione): "troppo caro per quello che offre".  
Una fiorista con cui parlavo ieri lamentava il fatto che ogni minuto (spero esagerasse ;-) entrasse in negozio un wedding planner o una persona che si presentava come tale, a chiedere quale provvigione gli sarebbe stata  riconosciuta. Prima e unica domanda. Somma tristezza. Il problema e' che spesso chi opera  ricaricando in questo modo assolutamente NON professionale, e' poi lo stesso planner che lavora come "passacarte", non si assume ne' guida ne' responsabilita', non ha competenze e conoscenza del settore, e talvolta non e' nemmeno presente all'evento. 
Non mi stupisce affatto che certi fornitori approccino la wedding planner che non conoscono con la dovuta circospezione e diffidenza. 


Commenti generali:

-se il profitto della wedding planner arriva dai fornitori, e da loro e' quindi remunerato il suo lavoro, di chi fara' gli interessi?
-se la wedding planner si presenta sul mercato "for free", come contribuisce a far riconoscere il giusto valore a questa professionalita'? non solo agli occhi dal cliente ma anche da fornitori e degli organi istituzionali? (basti pensare che alla camera di commercio non "esistiamo" ancora e dobbiamo registrarci in codici attivita' che non ci rappresentano)
-il meccanismo delle provvigioni, non dichiarato o comunque non quantificato, non crea confusione  e scetticismo nel cliente? Non mina alla base il rapporto di fiducia e trasparenza che deve imprescindibilmente instaurarsi fra il planner e gli sposi? 
-non ostacola la formazione di un team di lavoro affiatato con i fornitori?
-come puo' un planner negoziare il miglior rapporto qualita'/prezzo con un fornitore quando lui sa di dover riconoscere una % al planner e ne cononosce l'entita'? (nei panni di un fornitore, alla richiesta di andare ulteriormente "incontro" alla coppia, non vi verrebbe da rispondere "abbassa tu la tua fee!"??).


2) Il wedding planner e' remunerato con un fee direttamente dal cliente.

Il fee puo essere calcolato:
A) come % del budget
B) in base a ore/impegno richiesto dal tipo di evento e di organizzazione necessaria
C) flat fees quotati su pacchetti di servizi dettagliati

Commenti ad A) un wp remunerato in % sul budget, che interesse ha a trattare al meglio i prezzi dei fornitori se con prezzi piu' alti ottiene un profitto maggiore? 
Come si comporta quando la coppia indica un particolare fornitore con cui vorrebbe lavorare (facciamo sempre gli esempi del fioraio da cui si serve da anni, il catering che ha per anni servito cosi' bene l'azienda di famiglia, l'amico fotografo etc) E se la coppia, solo per aver indicato il fornitore, si aspetta che il relativo budget non venga calcolato nella somma complessiva su cui calcolata la fee del planner? il planner deve accettare senza alcun compenso relativo a quel servizio di coordinare il fornitore, definire i contenuti dell'offerta, discutere e negoziare il contratto, definire gli aspetti logistici etc? Forse spiegando al cliente quanto sopra lo si puo' "educare"?
Quale % puo' essere considerata giusto compenso per le ore di lavoro, l'esperienza e le competenze, la formazione e la creativita' di ognuno di noi? (immaginando anche che ognuno di noi abbia un diverso "valore" sul mercato). Se viene applicata una percentuale sul totale, questa grande assunzione che il valore aggiunto dalla planner su ogni servizio sia pari alla stessa % su tutti i servizi, e' corretta? o meglio, questa assunzione e' in grado di "assorbire" tutti gli scostamenti?

Commenti a B) difficilissimo perche' il planner deve capire a priori (ovvero in fase di preventivazione) quanto ansiosa/con scarsa attitudine a delegare/difficile da soddisfare/ indecisa/facilmente influenzabile sara' la sua sposa...E' facile sbagliare: talvolta spose che si dichiarano "super easy" finiscono per essere le piu' difficili da soddisfare o le piu' indecise (e potete facilmente immaginare quanto questo impatti sul monte ore), e altre volte spose all'apparenza molto pignole o demanding si sono rivelate estremamente focalizzate su obiettivo, precise, decise e puntuali nelle risposte, e quindi assolutamente delle "buone" clienti. Vero, puo' essere ipotizzato un monte ore medio sulla base delle esperienze pregresse e poi "aggiustato" a saldo sulla base delle ore effettive ma...bisogna cmq tenere il conto e il dettaglio preciso e puntuale di tutte le ore spese nell'organizzazione ( e non si tratta di 10 o 20 ma di 100 o 200!). E poi, come calcolare le ore? Quando troviamo un prodotto/servizio solo dopo lunghe ricerche o quando viceversa lo troviamo subito perche' una lunga ricerca effettuata in precedenza ce lo consente? Quando sviluppiamo mentalmente il fil rouge mentre siamo in macchina o nel letto? 

Commenti a C) qui la difficolta' sta nel fare delle stime a preventivo senza che possano poi in alcun modo variare al variare della complessita' dell'evento (si chiama tariffa piatta perche' per l'appunto non dovrebbe crescere durante la fase organizzativa). Puo' forse funzionare quando i pacchetti sono ben definiti e dettagliati? Ma non si finisce per standardizzare? Potrebbe essere l'approccio giusto per chi come me fa della creativita' la propria bandiera? 

Source: etsy.com via Monica on Pinterest




3) un mix di dei due precedenti punti

In questo caso i wedding planner prendono una parte del loro compenso dai fornitori e una parte dal cliente. Valgono quindi tutte le considerazioni sopra, considerando pero' che percependo una quota del compenso dal cliente, le provvigioni dai fornitori potranno essere inferiori rispetto a chi lavora con approccio 1).  E quindi, rispetto a 1, al fornitore verra' richiesto di rinunciare a un margine inferiore. Quindi si allarga il raggio d'azione (se mi accontento di una provvigione inferiore, trovero' sicuramente piu' fornitori in grado di offrirmela e amplio cosi' lo spettro dei fornitori che potro' raccomandare). 
E va comunque fatta distinzione anche qui fra rinuncia a una parte del margine a favore del planner, e ricarico della provvigione sul prezzo al cliente. 


Con questo non voglio dire che con alcuni fornitori non si possa instaurare una buona e piuttosto continuativa collaborazione e siano disposti quindi a "trattare meglio" il wedding planner rispetto a un normale cliente privato con cui collaborano un'unica volta, ma trovo sarebbe piu' giusto in questo caso presentarlo come sconto sul prezzo al cliente, o come servizi extra dati inclusi nel prezzo in virtu' della collaborazione con il planner, rendendo il cliente consapevole del particolare trattamento a lui riservato.
 Anche nei casi in cui le provvigioni sono offerte dal fornitore che vuole promuovere la sua attivita', magari in fase di start up, o magari per coprire alcuni periodi o giorni "scoperti" funziona a mio avviso meglio trasformarle in sconti sul prezzo al cliente e darne a lui piena visibilita'.




Solo convertendo le eventuali provvigioni  in sconti al cliente a mio avviso si puo' in tutta trasparenza, fare l'interesse del cliente (nel rispetto ovviamente dei fornitori), presentare progetti ad hoc sempre diversi, cuciti davvero addosso a chi ce li commissiona, senza vincolo ne' obbligo alcuno verso i fornitori. Potendo in tutta liberta' lavorare con il catering segnalato dal cliente, con il fiorista da cui storicamente si serve la famiglia, con la location molto ambita che non e' disposta a modificare il suo prezzo per quella particolare data, con quella che ha vincoli di esclusiva con un catering specifico, con quel rinomato ristorante che non e' disposto a riconoscere provvigioni. Con materiali e allestimenti nuovi e diversi. Con un buon affiatamento del team di lavoro.



Quindi, in conclusione, come ho deciso di operare? THAT DAY come viene remunerata?

Per la mia visione di questo lavoro, il mio favore va indiscutibilmente all'approccio 2. 
Forse l'approccio 2B sarebbe il piu' corretto per far retribuire le ore effettive di lavoro. D'altra parte,  io trovo molto difficile lavorare con questo approccio (i primi tempi di attivita' ci ho provato, ma credetemi e' difficilissimo stimare un monte ore/impegno necessario in fase di impostazione del progetto e preventizzazione. E non mi piace l'idea di presentare poi a consuntivo il delta a fronte di un conto dettagliato delle ore).
Calcolare il proprio fee in % sul budget (2A) e' sicuramente piu' semplice. Ha sicuramente anche  delle criticita' (che abbiamo evidenziato sopra) ma per il mio metodo di lavoro sono quelle a cui riesco a opporre piu' soluzioni/argomentazioni. 
E in particolare, alla domanda "che interesse ha il planner a negoziare al meglio i prezzi se viene remunerato in funzione di questi?" rispondo "il mio obiettivo e' riuscire a portare a casa un bel risultato ottimizzando l'investimento. E la mia visione e' generalmente focalizzata sul risultato (e sul budget) complessivo (chiedo sempre quando possibile di avere un'indicazione del budget complessivo disponibile). Pe me aiutare il cliente a risparmiare su una particolare voce di spesa  (senza ovviamente comprometterne il livello qualitativo) nella maggior parte dei casi significa aiutarlo a realizzare altre cose, che arricchiscono e "migliorano" il risultato complessivo. E con lui la soddisfazione del cliente e mia, nonche' il mio book/porfolio e la mia reputazione sul mercato.




E veniamo alla domanda: perche' scrivere questo papiro-post? (vi giuro che dare ordine e penna a riflessioni e consapevolezze acquisite nel corso di anni non e' stato veloce ne' semplice!)

Perche'-Mi-Sono-Rotta-Le-Scatole!

La concorrenza delle wedding planner che lavorano "a zero costo" e' spesso sleale e nasconde ricarichi. Non valorizza il ruolo e ci scredita verso i fornitori.
Se queste figure operano sul mercato, e' perche' e' il mercato a permetterglielo. 

 In base alla mia esperienza, il primo incontro con le coppie serve a conoscerci e spesso i clienti sono desiderosi di parlare del loro giorno, non di fee e di provvigioni. Spesso si trovano poi, a casa a distanza di qualche giorno, a dover valutare una professionalita' e un preventivo (o, nel mio caso, un prospetto di allocazione del budget), senza avere gli strumenti e le informazioni per farlo.  
Se parlassi in termini di marketing, direi che il cliente deve essere ancora "educato" a valutare chi ha davanti e il servizio che gli viene offerto. 
Questo post vuole dare il mio contributo. E ve ne prometto altri con il medesimo obiettivo. Darvi gli strumenti per valutare cosa vi sta venendo offerto (magari pero' un po' piu' brevi eh?)

Siamo ancora in tempo per "raddrizzare il mercato", io ci credo e fortunatamente ho avuto modo di appurare che non ci credo solo io, ma altre colleghe sparse un po' qua e un po' la' in Italia condividono questo pensiero e questo modus operandi.

Va anche detto che se questo approccio non viene "apprezzato" a breve dai clienti, alcune professioniste serie e capaci potrebbero essere messe in difficolta' e
a) lasciare, perche' non vogliono scendere a compromessi, e' il caso di Silvia (brava e apprezzata wedding planner di Firenze), che non ha voluto piegarsi e a lei tutta la mia stima e un grande in bocca al lupo per la sua nuova avventura
b) dover scendere appunto a compromessi (o almeno, io lo vivrei cosi') per restare sul mercato. Ovvero abbassando il fee al cliente, ma iniziando a percepire anche una parte del compenso dai fornitori (quindi non piu' sconti o trattamenti particolari per il mio cliente in tutta trasparenza, ma prezzi di mercato e sconto convertito in provvigione a me). Vi ho gia' elencato prima i motivi per cui questo approccio non mi convince fino in fondo, e non li ripetero' ora. Ma e' indubbio che questa soluzione porti frutti piu' facili e numerosi: il cliente che non e' pienamente consapevole di tutte le dinamiche espresse sopra trova il fee del planner decisamente inferiore e quindi piu' "appetibile".

Anche per un nome piuttosto famoso (il suo stile puo' piacere o non piacere, ma e' indubbiamente un planner di successo) ricevere o pagare provvigioni e' un NO-NO.
Se volete approfondire andate a leggere questi suoi post in merito a 

E tu, fornitore, collega o cliente che stai leggendo (e sei riuscito ad arrivare alla fine di questo post ;-), cosa ne pensi? Devo avere fiducia nel cliente e nel mercato? 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...